PER UNA NUOVA CULTURA DELLA CITTA’
Intervento del prof. Roberto Stevanato al Forum della Cultura
La Torre, simbolo di Mestre, è il segno
di una Mestre antica, la traccia residuale di un castello medioevale:
una storia tutta da scoprire che testimonia di una comunità
la cui origine si perde nell’oblìo dei tempi, la
Communitas Mestrensis.
Memoria storica come parte fondamentale della
Cultura, la Cultura della Città che si differenzia sostanzialmente
dalla Cultura per la Città.
Si tratta della riscoperta di una identità
antica e l’uscita da un anonimato penalizzante che origina
con la creazione di Porto Marghera e trova il suo maggiore sviluppo
nella seconda metà del ‘900. Si tratta di trasformare
anche culturalmente la città dormitorio, creando luoghi
e momenti di aggregazione culturale che trovano nelle testimonianze
antiche, nella storia millenaria della Città, i centri
di simbiosi fra l’antico ed il nuovo, fra i cittadini originari
e i molti che, di origini geografiche differenti, hanno trovato
in questa Città casa, lavoro, accoglienza e solidarietà.
Affinché tutti, nati o trapiantati in questa Città,
si sentano cittadini di questa Città e orgogliosi di viverci.
E’ una storia quindi da riscoprire e valorizzare,
quanto la storia recente, novecentesca di Mestre, per comprendere
e reinterpretare i valori della prima (la Communitas) e per analizzare
e fare insegnamento dei molti errori della seconda (la città
dormitorio). Si tratta di creare un laboratorio permanente della
storia e delle trasformazioni, che non deve esaurirsi nella mera
raccolta di notizie o nella redazione di qualche saggio, ma che
deve essere fucina di cultura della Città da cui attingono
tutte le attività, i provvedimenti e le iniziative che
modificano il volto urbano, ma anche sociale ed economico della
Città.
Si tratta di individuare e valorizzare le testimonianze residuali,
mediante la riqualificazione delle zone che le ospitano (Torresin
Parco Ponci, Torrione di via Spalti, ecc.), mediante la scelta
dell’arredo urbano, che deve risultare omogeneo per le aree
omogenee (l’area interna del Castello; l’antico borgo
di S. Lorenzo; l’area delle Barche; il Foro Boario; il percorso
del Marzenego, antico porto fluviale); mediante la realizzazione
degli antichi percorsi, la riproposizione degli antichi toponimi,
la indicazione chiara degli antichi manufatti.
Anche l’area dell’ospedale Umberto
I, quando dimesso, va ripensata in considerazione dei suoi antichi
insediamenti di cui rimangono tracce visibili (dell’Abbazia
di S. Gregorio e del ponte di Castelvecchio) e certamente sepolte
(dell’antico castello e castrum romano). E’ un’area
preziosa storicamente e strategica per il riordino della città,
da collegare fisicamente al Marzenego e al suo parco ad ovest,
nonché al Candiani, a Piazza Ferretto, al percorso dell’Osellino
fino a S. Giuliano ad est, perché rimembranza dell’antico
asse storico e commerciale di Mestre su cui si è sviluppata
la Città (Pons Longus sul Musone; Castelvecchio; antico
porto canale, il Castelnuovo e il borgo di S. Lorenzo, il porto
di Cavergnago, la laguna). Un percorso prezioso che va progettato
e reso visibile ed usufruibile; un asse strategico per la riqualificazione
e la ricomposizione della Città.
Il Centro Studi Storici di Mestre da 43 anni
opera per la riscoperta della storia della Città, crea
sensibilità storiche e culturali nei concittadini, agisce
da stimolo presso gli amministratori perché vedano con
occhi diversi la città che non può e non deve essere
una periferia abbellita! L’associazione è sempre
disponibile alla collaborazione con le amministrazioni pubbliche
per la creazione di una Mestre migliore. Spesso però constatiamo
sordità ed ottusità che poi si traducono in provvedimenti
molto modesti, seppure dispendiosi, o addirittura in vergognose
débacle (e gli esempi non si contano).
Il Centro Studi Storici, attraverso una estenuante
battaglia di Piero Bergamo (suo fondatore) ha preservato l’area
di S. Giuliano dalla cementificazione opponendosi ai progetti
di edilizia economica e popolare prima e dello stadio poi. Coerenza
e verità storica vorrebbero che il Parco ora ultimato in
quel sito venisse intitolato a Piero Bergamo! Se effettivamente
l’Amministrazione Comunale crede in un rinnovato e più
proficuo rapporto con la Città di Terraferma, deve avere
il coraggio di rompere con inaccettabili assunzioni del passato
e darne testimonianza, e questa dell’intitolazione del Parco
di S. Giuliano a Piero Bergamo ne sarebbe la prova.
Anche su Forte Marghera il Centro Studi Storici
ha avanzato proposte forti di riuso, suggerendo il coinvolgimento
di differenti soggetti pubblici e privati per una idonea destinazione
ed una corretta gestione. Attendiamo un confronto franco con l’Amministrazione
comunale su questo tema.
Sull’ex-distretto di via Poerio, già
convento di S. Maria delle Grazie, da molti anni al centro di
una battaglia per farne sede ideale del Museo di Mestre, dobbiamo
amaramente constatare una grande sconfitta per la cultura mestrina.
Chi ha parlato di intemperanze per le legittime rimostranze del
Centro Studi Storici, evidentemente non è a conoscenza
di anni di battaglie, promesse, addirittura piani urbanistici,
progetti del nuovo museo di Mestre.
Affinché il Forum della Cultura non sia
l’ennesimo convegno parolaio per dimostrare una attenzione
dell’Amministrazione Comunale per la Cultura a Mestre, sono
necessari atti immediati: si trovi il sistema per entrare in possesso
dell’ex distretto e si avvii immediatamente in quel sito
la progettazione del Museo. Perché sul tema della cultura
è oramai l’ora di passare dalle parole ai fatti.
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