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Il
Centro studi storici ha fatto coniare una medaglia che rappresenta
iconograficamente le finalità del Centro; tale medaglia,
definita "osella" con richiamo alle medaglie commemorative
dogali, è stata distribuita alle autorità ed ai
soci fondatori il 14 dicembre 2001, durante la cerimonia celebrativa
del 40° anniversario.

DI
CENTRO STUDI STORICI DI MESTRE
COMMUNITAS MESTRENSIS.
Stemma medioevale di Mestre colle lettere C ed M,
sormontato dalla corona di città.
R/MESTRE - 2001 - XL - G. Grava.
Città turrita con corsi d'acqua ed un ponte,
scritte in caratteri antichi riportate: Mestre, S. Lorenzo.
Autore: Giuseppe Grava
Luogo di produzione: Treviso.
Dimensioni: 35 mm.
Metallo: Ag.
Peso: g. 25
Lo
stemma raffigurato al dritto è quello più antico
della città di Mestre: di colore rosso con la croce argento
come riportato nel tratteggio convenzionale dell'araldica riprodotto
nel conio. Le lettere C ed M che vi compaiono stanno a significare
Comunità di Mestre, come ripetuto in latino nel cartiglio.
A questo stemma che risale al periodo di sudditanza a Treviso,
perciò anteriore al XV secolo, si è aggiunta la
corona di città concessa con decreto reale di V.E. III
il 30 agosto 1923. Si tratta perciò di un anacronismo,
ma è un anacronismo voluto; qui non si raffigura l'esatto
stemma della città, ma un insieme di simboli. Lo stemma
medievale testimonia l'antichità dell'origine, la corona
di città, la dignità del centro urbano, il cartiglio
infine afferma la consapevolezza di appartenere ad un corpo sociale
vivo ed attivo in ogni campo.
Nel retro è raffigurato un particolare di una carta del
primo '500 conservata all'Archivio di Stato di Venezia e nota
come Terkuz 25, si tratta di una delle più antiche raffigurazioni
di Mestre. Si nota il fiume Marzenego che scende passando sotto
al Ponte della Campana; immediatamente vicina è la chiesa
di S. Lorenzo, indicata anche da una scritta; segue il castello
con una cinta muraria poligonale intervallata da torri; la torre
più vicina alla chiesa corrisponde a quella ancora esistente.
Un elemento curioso di questa rappresentazione è la torre
con alta cuspide all'interno del castello che sembra raffigurare
il campanile di una chiesa, ma all'interno del castello esisteva
solo la chiesa di S. Girolamo che a quel tempo era priva di campanile.
Si tratta forse della torre Belfredo, termine medievale che indicava
le torri di vedetta da cui dare l'allarme (ricordiamo che in inglese
campanile si dice Belfry), oppure poteva rappresentare la torre,
poi in parte crollata, in cui trovò sede la provvederia.
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